Tutti possono esprimere la loro opinione, senza filtri, con il rischio di leggere un sacco di stupidaggini. Si leggono solo cose brevi, in media meno di 30 secondi per pagina, saltando da un sito all’altro. Il tema preferito è la pornografia, seguita dal gossip. Si inncita volentieri alla violenza. Ci sono un sacco di fake. La pigrizia e la disattenzione sono tali che anche guardare la pubblicità è uno sforzo. E se Internet fosse riuscita nel difficile compito di creare un mezzo più stupido della Tv?
Segue da qui: Yanukovich vince, la Tymoshenko urla ai brogli, quelli che un tempo erano alleati si scannano sopra il corpo agonizzante del loro Paese. Per l’Ucraina non si prospetta nulla di buono.
Ha destato molto scalpore oltremanica il caso Terry (estendibile a Gudijhonsen, Mutu e altri calciatori del Chelsea). Il povero JT (John Terry), reo di aver tradito la moglie con l’affascinante Vanessa, ex fidanzata del compagno di squadra e di nazionale Wayne Bridge, si è ritrovato senza fascia di capitano della nazionale Inglese. Una cosa analoga successe anni fa a Lawrence Dallaglio, che perse la captaincy della nazionale di rugby per aver confessato ad una promiscua giornalista di aver fumato qualche spinello nel passato.
Sono cose che in Italia, come abbiamo visto, non portano ad alcuna conseguenza. D’altra parte, qui da noi i protagonisti non sono ragazzotti che giocano a calcio, ma uomini politici, magari a capo del governo.
Invidio gli anglosassoni per questa chiarezza e questo essere integerrimi sulle questioni di principio. Peccato che su affari ben più importanti tipo le armi chimiche di Saddam, siano stati molto più superficiali nell’accertare le responsabilità. Allo stesso modo l’autorevole Le Monde, in netto ritardo rispetto a Lawrence, viene a farci le pulci sul caso Rosarno. Ora mi chiedo: i francesi che hanno massacrato gli algerini, depredato mezza Africa, creato ghetti e distrutto isole del pacifico per i test nucleari devono proprio farci le pulci anche sul razzismo (in maniera semplicistica a mio modo di vedere)?
Non voglio certo affermare che alla fine “non siamo poi così male”; no, siamo peggio. Tuttavia anche all’estero dovrebbero farsi qualche esame di coscienza prima di spalare fango su noi italici. Troppo facile.
Il protagonista della notte brava in via Veneto in compagnia di Francesca Zenobi, siliconata escort romana, è tornato in politica. Apprendiamo dal Corriere di oggi che il Nostro è capolista alle regionali in Puglia con la lista civica in supporto di Poli Bortone, candidata dell’UDC a presidente della regione.
Mele è fiducioso, nonostante sia stato trombato per un pugno di voti alle comunali di Brindisi. Ironia della sorte: la notizia esce proprio nel mezzo della crocifissione mediatica di Morgan.
Molto più coerente la candidatura di Tinto Brass nelle file dei radicali in Lazio e Veneto.
Il 7 febbraio l’Ucraina andrà ad eleggere un nuovo presidente. La situazione politica in Ucraina è particolarmente difficile da decifrare per chi vive all’esterno del Paese, non solo perchè i nomi dei contendenti si assomigliano tutti, ma anche perchè un pò tutti e tre sono stati a turno primo ministro o presidente del Paese.
Primo a destra, Yanushchenko, il leader della rivolta arancione del 2004, è il presidente uscente. Su di lui c’erano grandi aspettative, ma nonostante tutti gli sforzi gran parte di queste sono state disattese. Yanushchenko ha effettivamente liberato il Paese da gran parte dell’ingerenza russa, ma la situazione economica è pessima e c’è ancora molta disoccupazione.
Julia Tymoshenko, il primo ministro in carica, è la Carfagna ucraina, un pò più abile in fatto di comunicazione politica. Era una modella prima di darsi alla politica; il problema, dicono i miei amici ucraini (donne incluse), è che è terribilmente affamata di potere. Alle ultime elezioni si è notevolmente avvicinata a Putin.
Primo a sinistra, Viktor Yanukovich è infine il candidato più vicino all’Occidente. Nelle scorse elezioni era stato trombato per via dei suoi legami con la Russia, dai quali pare ora ripulito. Non è invece affatto ripulito da una serie di accuse che gli sono state rivolte, inclusi due procedimenti a suo carico per furto e rapina (commessi oltre trent’anni fa). Siccome il lupo perde il pelo ma non il vizio, Yanukvich tentò goffamente di rubare le elezioni del 2004, con l’aiuto dei russi.
Questo è lo scenario. Al primo turno elettorale il primo dei tre candidati, nonchè presidente in carica, è uscito con le ossa rotte (5% dei voti e arrivederci). Yanukovich e Tymoshenko si contenderanno la vittoria il 7 febbraio. Comunque vada a finire, per l’Ucraina non si prospettano grossi miglioramenti.
Interessante provocazione lanciata da naked capitalism: la Grecia sull’orlo del fallimento costringe l’Unione Europea ad intervenire con un massiccio piano di salvataggio. I Paesi membri devono aprire i cordoni della borsa. La Germania più di tutti (è lo stato europeo più grande) e, a queste condizioni, i tedeschi potrebbero dire di no.
“Politically,” said Bundesbank chief Axel Weber, “it’s not possible to tell voters that they are bailing out another country so that it can avoid painful austerity measures that they themselves have gone through. Such aid, whether conditional, or – even worse – unconditional, is counterproductive.”
Dall’altro lato della medaglia, c’è chi ritiene (io con lui) che questa specifica crisi (come tutte le crisi, le guerre e le carestie) rappresenti null’altro che un’occasione per cambiare in meglio.
Commission chief Romano Prodi admitted as much [anni 90, ndr]. “The euro will oblige us to introduce a new set of economic policy instruments. It is politically impossible now. But some day there will be a crisis and new instruments will be created.”
Paul Krugman (columnist del NYT, stimato economista, premio nobel 2008) spiega che quello che lo preoccupa più di tutto sia il disinteresse della gente nell’informarsi e la diffusa superficialità nel fermarsi ai commenti e agli aggettivi piuttosto che andare alla sostanza delle cose.