controBlog: chi, cosa, come
Ci sedemmo dalla parte del torto poichè tutti gli altri posti erano occupati.
CHI: quattro ragazzi, una ragazza. Cent’anni in tutto.
COSA: un blog atavico.
COME: sapendo di non sapere sentenziare su tutto e tutti.
Perchè aprire controcopertina?
Abbiamo scelto di aprire un blog perchè pensiamo che su internet non ce ne sono ancora abbastanza. Dall’inizio di questa intervista ne hanno aperti solo 200. In Val d’Aosta.
Di cosa si discute?
Ci sono alcune tematiche principali: (geo)politica, satira e critica libera. In generale cerchiamo di descrivere il mondo che ci ruota intorno dal nostro personale punto di vista. Non vogliamo insomma cercare di dare un taglio giornalistico o di cronaca; semplicemente ciascuno interpreta gli eventi a modo suo, secondo il suo personale senso critico.
Quale focus?
Cerchiamo di uscire dal provincialismo dei nostri media per analizzare quello che pensano e che succede all’esterno.
Una testimonianza?
Più o meno. Riflessioni, critiche, punti di vista. Specialmente sugli eventi privilegiati dai giornali stranieri, più che da quelli italiani. In questo senso, cerchiamo di capire le dinamiche del Belpaese vedendolo dall’ester(n)o.
Interessante.
Ah beh, se tutto ciò non vi interessa, c’è anche una sezione pornografica. In continuo aggiornamento.
Come vi collocate politicamente?
Abbiamo inevitabilmente visioni diverse. In comune però abbiamo un certo scetticismo verso il centrodestra italiano. Con varie sfumature, c’è chi è più radicale chi meno. C’è chi va a mettere le bombe alle ambasciate e chi si limita ai pestaggi, insomma. Ci sono voci progressiste e voci conservatrici. In ogni caso, ognuno esprime la sua opinione personale e non c’è una linea politica a cui attenersi.
Prospettive per il futuro?
Oltre a consolidarci a livello di redazione, miriamo al 10.000 accessi mensili. E poi è in atto il discorso associazione: attraverso l’identità legale, speriamo di essere in grado di organizzare incontri e dibattiti culturali.
C’è altro da aggiungere?
Sì. Più che in ogni altra epoca storica, l’umanità si trova a un bivio. Una strada porta alla disperazione e allo sconforto più assoluto. L’altra alla totale estinzione. Preghiamo il cielo che ci dia la saggezza di fare la scelta esatta.
Bella citazione alleniana.
Che ne dici di questa? “Non sono un atleta. Ho cattivi riflessi. Una volta sono stato investito da un’automobile spinta da due tizi.” Ma questa è di Luttazzi.
