Ha destato molto scalpore oltremanica il caso Terry (estendibile a Gudijhonsen, Mutu e altri calciatori del Chelsea). Il povero JT (John Terry), reo di aver tradito la moglie con l’affascinante Vanessa, ex fidanzata del compagno di squadra e di nazionale Wayne Bridge, si è ritrovato senza fascia di capitano della nazionale Inglese. Una cosa analoga successe anni fa a Lawrence Dallaglio, che perse la captaincy della nazionale di rugby per aver confessato ad una promiscua giornalista di aver fumato qualche spinello nel passato.
Sono cose che in Italia, come abbiamo visto, non portano ad alcuna conseguenza. D’altra parte, qui da noi i protagonisti non sono ragazzotti che giocano a calcio, ma uomini politici, magari a capo del governo.
Invidio gli anglosassoni per questa chiarezza e questo essere integerrimi sulle questioni di principio. Peccato che su affari ben più importanti tipo le armi chimiche di Saddam, siano stati molto più superficiali nell’accertare le responsabilità. Allo stesso modo l’autorevole Le Monde, in netto ritardo rispetto a Lawrence, viene a farci le pulci sul caso Rosarno. Ora mi chiedo: i francesi che hanno massacrato gli algerini, depredato mezza Africa, creato ghetti e distrutto isole del pacifico per i test nucleari devono proprio farci le pulci anche sul razzismo (in maniera semplicistica a mio modo di vedere)?
Non voglio certo affermare che alla fine “non siamo poi così male”; no, siamo peggio. Tuttavia anche all’estero dovrebbero farsi qualche esame di coscienza prima di spalare fango su noi italici. Troppo facile.

0 Comments on “Il complesso di inferiorità”
Leave a Comment