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Torniamo a parlare di cose serie. Iran.

Ho come idea che Ahmadin Ejad le elezioni le abbia vinte davvero.

In Iran la classe conservatrice, ancora legata ai vecchi ayatollah (“queste palandrane del cazzo“, direbbe Borghezio), è molto forte davvero.
Probabilmente non con le percentuali fornite dal governo, ma vittoria fu.

Ciò non giustifica la massiccia repressione delle ultime settimane.
Tuttavia, ci troviamo di fronte ad un dilemma.
Come deleggitimare un risultato nato su premesse fondamentalmente democratiche? Sarebbe bello rovesciare Berlusconi perchè lo odiamo, io in primis, ma la maggioranza, che ci piaccia o no, lo ha votato.
Problema analogo nella Russia di Putin, pardon, Medvedev. La vittoria c’è, grazie ad una maggioranza silente e passiva; come legittimare la minoranza sconfitta?

Voglio lanciare una provocazione, riprendendo “Il caimano“. Ipotizzando (utopia) che Berlusconi perdesse le prossime elezioni e che si appellasse di conseguenza ad un colpo di stato della sinistra (lo farebbe davvero) e che in Italia scoppiasse un duro conflitto civile – non trovate che la situazione sarebbe la stessa che in Iran? Certo, personalmente credo che tale colpo di stato sarebbe da delegittimare immediatamente, a differenza di quello iraniano che si basa su reali istanze democratiche. Ciò non toglie che ci troviamo di fronte ad un impasse della democrazia.
Ecco, comunque, le ultime notizie dal fronte.

Trovo infine inestricabile la ragione per cui l’opinione pubblica Occidentale si sia palesemente schierata a favore di Mousavi (*) senza essere minimamente interessata al suo passato ed alle sulle sue idee politiche attuali. Magari vi converrebbe darvi una letta a qualche articolo tipo questo.

*un’anticipazione, dai:

Conservatore totalitarista, guida della guerra tra Iran ed Iraq, grande finanziatore di Hezbollah in Libano, già accusato di essere tra i mandanti degli atti di terrorismo internazionale di quegli anni ed architetto del MOIS, i servizi segreti iraniani, su modello del KGB sovietico, che in quegli anni torturava e uccideva i dissidenti interni

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