La situazione italiana è davvero difficile, non invidio e non invidierò, coloro che vinceranno o perderanno le elezioni. I primi dovranno portare a compimento i loro programmi, i secondi dovranno impersonare un’opposizione decente evitando di far collassare l’Italia per puro opportunismo politico. Ma veniamo alle cose serie: cosa si dovrebbe fare per dare una scossa all’Italia? Il mio personale punto programmatico non è la classica misura da primo consiglio dei ministri, buona a solo a chetare gli elettorati esaltati, ma più un intervento strutturale, un’utopia.
Cosa chiede l’Italia ad ogni schieramento: equità fiscale, redistribuzione, aiuto ai poveri o come va di moda dire agli incapienti… Le richieste in materia fiscale sono molto simili e quindi anche le risposte, vedi Pd e Pdl. Ora qual è il tema che unisce tutte le tematiche fiscali? Semplicemente la perversa metodologia che in Italia sovraintende al pagamento delle imposte (730, Unico) e il sempre perverso meccanismo che regola incentivi e le esenzioni (gli arcinoti “misuratori di reddito familiare”).
Ed è proprio questo che paralizza il nostro paese. Ogni governo che prova a ridistribuire, incentivare non ottiene i benefici sperati, perché non riesce ad inviare risorse ai ceti che ne necessitano realmente. Prendiamo il recente abbassamento dell’ICI ai redditi bassi, sotto i 20.000 annui. Con questa misura non stiamo affatto aiutando i poveri, perché con 20.000 annui in una grande città non si arriva nemmeno a fine mese; al contrario stiamo regalando l’ICI all’evasore di turno che ne dichiara 20.000, ma forse guadagna uno o due zeri in più.
In sintesi, riformiamo con canoni più realistici i misuratori di reddito familiare. Sarebbe grande segno di civiltà, quando ci si compra un Porsche Cayenne, mostrare contestualmente la dichiarazione dei redditi, lasciando verificare la compatibilità reddituale con quel bene.
La semplificazione del sistema fiscale più volte invocata non è si è mai vista, come sempre più spesso in molti campi lo strumento legislativo è indietro anni luce dall’Italia reale. Esempio, l’incentivo in finanziaria per l’affitto agli studenti fuori sede, strumento sulla carta in grado di sfrattare i bamboccioni dalle loro case ma che al contrario non risponde affatto a reali esigenze. Il 90% degli affitti per studenti è in nero o peggio in sub-affitto, perché? La risposta è banale, non esiste uno strumento fiscale adatto alla “flessibilità abitativa” degli studenti che spesso vivono solo 9 mesi nello stesso appartamento. Cosa fare quindi? Evitare di fare finanziarie “mille rivoli” che sparpaglino in un’infinità di fondi e fondini i pochi soldi che ci sono (vedi i fondo per il frigorifero). In sostanza preferire gli interventi strutturali al populismo.
Sono molti i provvedimenti varati dai recenti governi, in aiuto ai ceti deboli che come prodotto reale hanno aiutato gli evasori neanche troppo spregiudicati (non parlo di gente da Liechtenstein) a fare la cresta sulla retta dell’asilo, sulle tasse universitarie… Tutto questo nella totale assenza di controlli. D’altro canto per finanziare queste operazioni propaganda, che in qualche caso non riescono ad assolvere nemmeno questo compito si è stati costretti a rivedere la curva Irpef, provocando l’accidia dei ceti più abbienti che, come è evidente, dichiarano sempre meno. Dato questo che è palesato dall’aberrante cifra che individua in Italia (56mln di persone in totale) 750 mila persone che dichiarano di ricevere uno stipendio oltre i 5 zeri annui. Follia, basta una provincia padana per quella cifra. La morale è questa, basta alla rappresaglie fiscali, repressione seria all’evasione, stop alle presunte fiscalità di vantaggio e/o incentivi a chi povero non lo è.
Ultimo punto dell’utopia. Smettiamola con questa cosa: io sono un lavoratore autonomo e faccio quello che voglio, io sono un lavoratore dipendente e sono cazziato e mazziato da ogni novità fiscale. Italia olè!

on Mar 19th, 2008 at 5:01 PM
@Francis
“Cosa chiede l’Italia ad ogni schieramento: equità fiscale, redistribuzione, aiuto ai poveri o come va di moda dire agli incapienti”
io non sarei così sicuro che “l’ITALIA” chieda questo
on Mar 19th, 2008 at 6:02 PM
@ Pericle
Vero. Io per esempio chiedo: un portiere, due terzini, due centrocampisti e un attaccante
on Mar 19th, 2008 at 11:15 PM
yuyu che goduria. due luci a san siro. maggio e delvecchio. (non sembro uno di quegli appassionati di calcio?)