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	<title>Comments on: Nella valle di Elah</title>
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	<description>un blog atavico</description>
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		<title>By: katia salvaderi</title>
		<link>http://www.controcopertina.it/2008/03/16/nella-valle-di-elah/comment-page-1/#comment-5398</link>
		<dc:creator>katia salvaderi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 13:28:38 +0000</pubDate>
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		<description>Ci sono molti modi per fare politica anti-militaristica. Lo si può fare anche con un film come questo di Paul Haggis, affittato ieri sera quasi per noia, e rivelatosi ai miei occhi un capolavoro.

Ci si può opporre alla guerra e ai suoi orrori semplicemente raccontando la storia di una famiglia americana, con padre integralista ex militare che ha educato i propri figli al Machismo bellico americano, perdendoli poi entrambi. Mostrando come arruolarsi, nel terzo millennio, più che impengarsi a combattere per il bene o il male, assomigli piuttosto ad entrare in un incubo. Dove il bene o il male non sussistono più, annientati dalla follia.

Follia di giovani che smarriscono ogni remoto punto di riferimento.
Che sbroccano in maniera definitiva e irreversibile, peggio dei ragazzi del Vietnam, perché quelli, ad accoglieri al ritorno, trovavano (anche) fazioni di figli dei fiori festanti, qualche residuo di ideale, un po&#039; di speranza.
Questi invece - i combattenti dell&#039;Iraq - hanno superato il livello nel video-game. E davvero si fa fatica a capire dove stia il bene e dove il male, nell&#039;assurdo non ci sono schieramenti.

Fa solo una grande, infinita tristezza. E molta paura. Come al piccolo Davide nella valle di Elah contro il gigante Golia.

Ve lo consiglio di tutto cuore, in questi giorni in cui la guerra vista al TiGi appare lontana.
La dedica a fine-pelliccola, a metà circa dei titoli di coda, &quot;a tutti i bambini&quot;, con l&#039;immagine di quel che resta di un bimbo dopo che un&#039;esplosione gli ha lacerato le carni, non lascia alcun dubbio al riguardo.

Bellissimo film. Tratto da storie vere, purtroppo.


Katia Salvaderi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono molti modi per fare politica anti-militaristica. Lo si può fare anche con un film come questo di Paul Haggis, affittato ieri sera quasi per noia, e rivelatosi ai miei occhi un capolavoro.</p>
<p>Ci si può opporre alla guerra e ai suoi orrori semplicemente raccontando la storia di una famiglia americana, con padre integralista ex militare che ha educato i propri figli al Machismo bellico americano, perdendoli poi entrambi. Mostrando come arruolarsi, nel terzo millennio, più che impengarsi a combattere per il bene o il male, assomigli piuttosto ad entrare in un incubo. Dove il bene o il male non sussistono più, annientati dalla follia.</p>
<p>Follia di giovani che smarriscono ogni remoto punto di riferimento.<br />
Che sbroccano in maniera definitiva e irreversibile, peggio dei ragazzi del Vietnam, perché quelli, ad accoglieri al ritorno, trovavano (anche) fazioni di figli dei fiori festanti, qualche residuo di ideale, un po&#8217; di speranza.<br />
Questi invece &#8211; i combattenti dell&#8217;Iraq &#8211; hanno superato il livello nel video-game. E davvero si fa fatica a capire dove stia il bene e dove il male, nell&#8217;assurdo non ci sono schieramenti.</p>
<p>Fa solo una grande, infinita tristezza. E molta paura. Come al piccolo Davide nella valle di Elah contro il gigante Golia.</p>
<p>Ve lo consiglio di tutto cuore, in questi giorni in cui la guerra vista al TiGi appare lontana.<br />
La dedica a fine-pelliccola, a metà circa dei titoli di coda, &#8220;a tutti i bambini&#8221;, con l&#8217;immagine di quel che resta di un bimbo dopo che un&#8217;esplosione gli ha lacerato le carni, non lascia alcun dubbio al riguardo.</p>
<p>Bellissimo film. Tratto da storie vere, purtroppo.</p>
<p>Katia Salvaderi</p>
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