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Grande Slam al Galles . E l’Italia si rifà sulla Scozia

E’ finito oggi il torneo delle Sei Nazioni, massima espressione del rugby europeo. In quest edizione post mondiale è stato il Galles a dominare la competizione: onore ai dragoni che con Warren Gatland in panchina sono riusciti a vincere tutte le partite aggiudicandosi così il simbolico grande slam, ovvero la serie di successi in tutte i match disputati. La scelta della federazione gallese su coach Gatland ha pagato, l’allenatore neozelandese alla guida dei London Wasps infatti aveva già vinto tre titoli inglesi nel 2003-04-05 e la coppa europa nel 2004. Quest’anno è stato abilissimo a coniugare la grande attenzione difensiva alle innate capacità offensive gallesi: chiavi del successo l’ala Shane Williams, a dimostrare che nel rugby c’è ancora spazio per i piccolini, ed il centro Gavin Henson ritornato in nazionale dopo l’esclusione agli infausti mondiali ove il Galles era stato eliminato dalle Figi.

Francia e Inghilterra, le semifinaliste mondiali, grandi favorite all’avvio, hanno deluso: i primi perchè il neo allenatore Lievremont (classe ‘68) ha voluto sperimentare facendo esordire una batteria di giovanissimi, mentre i secondi hanno fatto rivedere i limiti dell’anno scorso, dimostrando quanto incredibile sia stato l’accesso alla finale mondiale.

L’Irlanda che l’anno scorso sfiorò il successo nel torneo, ma non arrivò ai quarti del mondiale, ha battuto solo Scozia ed Italia dimostrando come il ciclo d’oro dei primi anni 2000 sia finito. Soddisfazione in casa scozzese solo per quanto riguarda il successo in casa contro gli odiati inglesi, brucia invece la sconfitta con gli azzurri al Flaminio, proprio all’ultima giornata.

Veniamo all’Italia: nuovo allenatore, nuovo capitano, nuovo gioco. Risultati: certamente rammarico per le sconfitte di misura contro Irlanda e Inghilterra, soddisfazione per il 23-20 contro gli scozzesi oggi al Flaminio, l’ultima spiaggia. Alcuni esperimenti di coach Mallett hanno pagato: Parisse capitano, uno dei migliori giocatori del torneo, lo spazio a Marcato che con il drop vincente c’ha regalato la rivincita contro gli scozzesi, ormai dopo la sconfitta di misura ai mondiali(18-16 per gli Higlanders) nostri acerrimi rivali. Molti dubbi invece sull’adattamento di Masi(centro di ruolo) all’apertura che ha dimostrato grandi abilità difensive, quanto limitatezza nelle scelte offensive, nonchè gioco al piede insufficiente. Conquista, Possesso ed Avanzamento sono i tre cardini del rugby: agli azzurri è mancato il terzo in questo Sei Nazioni , i nostri hanno spesso passato il pallone al largo senza conquistare terreno nella metà campo avversaria. Tuttavia il successo per 23-20 sugli scozzesi dà significato ad un torneo che stava prendendo una brutta piega viste le quattro sconfitte nelle prime partite. Se a questo sommiamo l’esordio di molti giovani (Ghilardini, Marcato, Sgarbi, Patrizio, Reato, Cittadini, Buso) e l’affermazione definitiva di Parisse e Castrogiovanni, ormai fra i migliori al mondo, speriamo sia tracciata la via per il futuro

CLASSIFICA FINALE

Galles 10

Inghilterra 6

Francia 6

Irlanda 4

Scozia 2

Italia 2

se ne parla anche su:

http://rugby1823.blogosfere.it/2008/03/6-nazioni-litalia-batte-la-scozia-ed-evita-il-whitewash-non-il-cucchiaio-prova-piu-di-cuore-che-di-q.html

http://www.dinamopigrese.it/dblog/articolo.asp?articolo=176

http://sportemotori.blogosfere.it/2008/03/niente-cucchiaio-di-legno-per-litalia-battuta-la-scozia-allultimo-respiro-2320.html

http://rightrugby.blogspot.com/2008/03/italia-scozia.html

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7 Comments on “Grande Slam al Galles . E l’Italia si rifà sulla Scozia”

  1. #1 Lawrence d'Arabia
    on Mar 16th, 2008 at 12:47 PM

    Mammia mia, bel post anche se un pò troppo tecnico. Un “non iniziato” farà fatica a starci dietro.
    Comunque, Shane Williams è la dimostrazione che in fondo per giocare bene al rugby non occorre essere dei manzi. Così come daltronde il corrispondente Robertson per l’Italia -anche loro, comunque, rispetto a me, sono grandi il doppio. Giocatori spettacolari.

    Vorrei segnalare che Parisse compare tra i 6 migliori giocatori del torneo sul sito ufficiale (http://www.rbs6nations.com/en/home.php)

    Altra nota. Peccato aver vinto per soli 3 punti con la Scozia: se ne facevamo altri 2 li superavamo pure in classifica. Pazienza, alla fine nel rugby la classifica è relativa. Acquisiscono molto più valori trofei platonici, come appunto il Grande Slam o er Cucchiaio. In altri sport come il calcio è tutto molto diverso (diciamo che conta quel che ti dà denaro: in pochi sanno, ad esempio, che è ancora il portierone SEBASTIANO ROSSI a detenere il record di imbattibilità in campionato, tanto per dirne una).

    Una citazione per Francis Drake ed Alessandro l’uomo crick: “SHAUN LAMONT!”.

    All’autore del post vorrei infine domandare in quali condizioni è uscito dal pub ieri.

  2. #2 Pericle
    on Mar 16th, 2008 at 1:28 PM

    @Lawrence

    tutto sommato sono contento: il pezzo è stato scritto in stato d’ebbrezza (da sequestro veicolo ndr):p, per questo forse ci sono un po’ troppi tecnicismi. Ed è stato difficile in quelle condizioni condensare in un post l’equilibrato 6 nazioni 2008(Galles a parte).

    secondo punto:
    è ora che anche i “non iniziati” a cui piace la pallaovale facciano i conti con lo slang rugbystico .credo abbiano un po’ stufato le storie di lealtà, amicizia, fair play etc. Ormai bisogna concentrarsi anche su gioco e risultati della nostra nazionale. La classifica non è poi così relativa insomma. Peccato che la 7 non l’abbia capito del tutto ed il commentatore si ostini a spiegare sempre le regole

  3. #3 Lawrence d'Arabia
    on Mar 16th, 2008 at 1:46 PM

    ah, altra citazione.
    “Non a Gonzalo, non a Gonzalo, no!”

  4. #4 Nerone
    on Mar 16th, 2008 at 2:14 PM

    “Non a Gonzalo, non a Gonzalo, no!”

    asd questa l’ho capita anch’io.

  5. #5 Hillary
    on Mar 18th, 2008 at 12:02 PM

    Ottima analisi di Pericle sul sei nazioni 2008. Dalla risposta a Lawrence d’Arabia si nota l’indole da pallonaro incallito e appassionato di “Il processo di Biscardi” del giovane autore generoso di tecnicismi. C’è da dire che il pezzo quì pubblicato ha del miracoloso viste le condizioni all’uscita dal Pub del Barney trevigiano. (Io l’ho visto)
    E’ vero che ormai, anche nel Rugby, la classifica conta molto ma è bene ricordare che, soprattutto in un campionato come quello italiano che ancora non attira molto pubblico e molti interessi, il catalizzatore per molte piccole società e per i giovani rugbysti del futuro (il terreno per la crescita del movimento) è proprio quello spirito di lealtà, di amicizia, di fair play e di gogliardia che non stuferanno mai e che distingue il Rugby, anche ad alti livelli, da altri sport “maggiori”. Ci sono altri pretesti per poter criticare il commentatore di LA7.

  6. #6 Pericle
    on Mar 18th, 2008 at 5:40 PM

    @ Hillary
    vabbè allora continuiamo a ricordare che Lo Cicero ha il sangue blu e quant’è bello perdere :P

    saluti

  7. #7 Francis Drake
    on Mar 18th, 2008 at 10:44 PM

    Eh francamente, ho sentito anche io la mancanza di Lammondddd : )

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