Il seguente testo fuoriuscì dal mio colon cerebrale ormai tre anni fa, alla tenera età di 18 anni. Mi è capitato per le mani durante il mio frugare quotidiano nel mio archivio, ossia la catasta di fogli e bucce di mandarino che sta per terra in un angolo della mia stanza, ed ho pensato di proporvelo, fedeli lettori. (“Fedeli lettori? Nun te allargà, chi te credi de esse, ‘a coso…”)
Trovandosi in un paesino industriale del Veneto padano, la cui unica attrattiva è il casello dell’autostrada, ci si può chiedere come passare una serata piacevole. Andandosene. Nel caso non sia possibile perché uno yak ha appena usato la vostra macchina come zerbino, allora basta seguire il vociare dei vostri amabili compaesani. Senonchè quella sera di luglio, seguendo gli affabili compagnoni padani, orfani di un qualsiasi pretesto per una fiaccolata anti-extra-comunitari, scopro che la loro meta non è il solito ritrovo: non la solita sagra, non la solita balera dove giovani e meno giovani si ritrovano a balzare sulle note di “O mia bella gigogin”.
Dàghela avanti un passo,
delizia del mio cor!
Una festa della Lega. Nord. L’idea mi ripugna e contemporaneamente mi attrae incredibilmente. Sarà che la mia innata curiosità mi spinge a considerare anche gli aspetti più biechi dell’abisso che è la psiche umana.
Bestiale. Un buttafuori vestito di camicia verde con davanti scritto “GUARDIA NAZIONALE PADANA” e con dietro scritto “RICH” all’altezza della sua amena valle del Po mi accoglie, sfoderando un sorriso a base di tartaro al cui contatto il colluttorio fa l’effetto frizzina. Originale.
Dàghela avanti un passo,
delizia del mio cor!
Attraversato il fuoco di sbarramento dell’alito di cui sopra, mi avventuro all’interno dell’accampamento unno. La giunta di centro-destra balla sulla carcassa di una 500 al ritmo della versione remixata del “Va pensiero”. Il 93% della popolazione qui vota lega (il 7% sono immigrati). E nascondono Mass Distruction Weapons negli scantinati. Cervogia calda come Asterix e Obelix che appena penetra nelle viscere fa l’effetto di uno sturo a base di “mr.muscolo idraulico gel”. La mia attenzione è richiamata da alcune graziose donnine vestite da valchirie che sul palco accennano un cancan. Stringendo nella mano destra una pinta di cervogia tiepida.
Dàghela avanti un passo,
delizia del mio cor!
Mi avvicino al vercingetorige che serve le birre al banco, che risulta abilmente decorato da una fila di bandiere padane. Quelle con il simbolo verde che sembra la marijuana. La zaffata acida dal vago sapore dolciastro che mi arriva dalla cavità orale del barman, che pare obelix ma con la dentatura molto più ricca di intarsi e molta meno abilità nel farsi le treccine, mi inebetisce per un attimo ed ho una visione: bossi che si unisce carnalmente con la pivetti in un calderone pieno di acqua in ebollizione e maroni che aggiunge al tutto delle foglie di basilico per preparare la famosa pozione magica che sbaraglia i romani.
Dàghela avanti un passo,
delizia del mio cor!
Spero di passare inosservato, ma qualcuno nota la mia maglietta rossa con la faccia del “che” sul davanti e la scritta “siamo tutti terroni” dietro. Fatto inspiegabile. Vengo afferrato per un braccio e scaraventato a forza presso una di quelle strutture che servono ai sardi per cuocere la porchetta. Osservo l’animale che sta rosolando e, nonostante il fumo, riesco a riconoscere Pannella…
Gli anni di frequentazione della sinistra radicale tornano utili in quei momenti: estraggo un accendino e lo accendo di scatto. La folla inviperita ondeggia di fronte a quel fenomeno inspiegabile. “Fuoco!” esclamo io e gli indigeni, travisando il messaggio mio e del simbolino verde sulla loro bandiera, stracciano la tessera, abbandonano la lega e fondano una comune hippie. Ora il mondo è migliore.
Oh, la bella Gigogin,
col tromilerillellera,
la va spasso col so’ spincin,
col tromilerillerà!


on Feb 17th, 2008 at 12:54 PM
Vorrei rendere noto al grande pubblico, che il Vercingetorige qui citato non è il sottoscritto. Io non ho mai servito la birra al banco a feste della Lega.
on Feb 21st, 2008 at 2:22 PM
povera lega oramai ha perso tutto il suo charme da quanto s’è legata al potere e alle odiatissime poltrone