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Firmare il trattato?

Giorgio Napolitano nella sua turbolenta lectio magistralis a Trento ha spinto l’Italia a ratificare il Trattato di Lisbona nonostante le camere sciolte. Secondo il presidente infatti “E’ indispensabile che anche alle elezioni europee (2009) si giunga potendo presentare ai cittadini il nuovo quadro di obiettivi e regole dell’Unione”

Sarebbe un fatto davvero curioso: un paese senza parlamento che approva un documento rilevante per l’assetto istituzionale europeo.

Del Trattato, ratificato a Lisbona, abbiamo già parlato qui.
Non essendo un giurista mi limito a delineare un grossolano ed alquanto brutale quadro dei punti focali.

  • Maggiori poteri al parlamento eletto dai cittadini e maggiore coinvolgimento dei parlamenti nazionali.
  • L’istituzione di una ”proposta di legge ad iniziativa popolare” che, con almeno un milione di firme, potrà essere presentata alla commissione.
  • Possibilità di recedere dall’Unione.
  • L’elezione del “Presidente del Consiglio” in base all’esito delle preferenze popolari e lo snellimento dei procedimenti d’approvazione delle leggi .
  • L’istituzione di un “alto rappresentante” con delega alla politica estera e di sicurezza, nonchè “vicepremier”.
  • Un aumento dei poteri dell’Unione su questioni ritenute di importanza comune(criminalità, ambiente, salute…).
  • Il Trattato dovrebbe inoltre rendere giuridicamente vincolanti i principi sanciti dalla Carta dei Diritti Fondamentali.

Questo nuovo quadro rappresenta un ulteriore passo avanti nella direzione di un’integrazione che negli ultimi anni è andata a rilento. Alcune di queste innovazioni potranno sicuramente rafforzare il debole legame coi cittadini delle istituzioni europee.

Tuttavia, affinchè tali misure vengano implementate davvero, alla ratifica dovrebbe accompagnarsi la volontà politica dei rappresentanti nazionali a re-impegnarsi nel “progetto Europa, attualmente impaludato dagli esiti dell’allargamento a 27 Paesi (obbiettivamente affrettato nei tempi) e dal perseguimento dei singoli interessi nazionali. Basti pensare al ruolo di dominio che la Francia continua a ricoprire nell’ambito delle politiche agricole.

Ad oggi il trattato è stato ratificato solamente da Ungheria, Slovenia,Malta, Romania (sic) e Francia.

A proposito del Trattato e delle parole di Napolitano a Trento se ne è parlato anche nei seguenti blog:

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6 Comments on “Firmare il trattato?”

  1. #1 Pericle
    on Feb 15th, 2008 at 1:02 PM

    boh io continuo ad avere più dubbi su Romania e Bulgaria, che non sulla Turchia

  2. #2 Lawrence d'Arabia
    on Feb 15th, 2008 at 4:29 PM

    io invece ho dubbi in generale sull’allargamento, che trovo precoce e quindi dannoso (politicamente, economicamente, culturalmente).

    ma questo non ha nulla a che vedere con il Trattato, che va invece accolto nella sua importanza anche se menomato rispetto a quella Costituzione purtroppo bocciata.

  3. #3 Salah al-Din
    on Feb 15th, 2008 at 6:47 PM

    L’allargamento a est mi sembra un azzardo dal punto di vista sociale.
    Certo è che dal punto di vista economico conviene…

  4. #4 Mitridate
    on Feb 19th, 2008 at 4:32 PM

    Tra l’altro l’Italia si trova al momento con un buco ai suoi confini orientali (ex Jugoslavia,Albania)che l’allargamento potrebbe coprire,costringendo i nuovi entrati ad acquisire l’aquis communitaire e a “calmarsi” un attimo….certo,poi tramonterebbe l’idea di una Europa forte….

  5. #5 Nerone
    on Feb 19th, 2008 at 7:42 PM

    concordo con mitridate. per me il processo di allargamento a tutti i costi è profondamente sbagliato. come ho già scritto una volta, l’ideale sarebbe stato creare una struttura politica e territoriale forte, predominante e unitaria per il nucleo storico dell’Europa (l’Unione Europea fino al ‘95 grossomodo) e poi lavorare con i paesi dell’est tramite accordi di “assistenza” economica e politica, e solo dopo che questi paesi avessero raggiunto un grado di sviluppo politico e democratico decente, pensare di ampliare i confini.

  6. #6 Mitridate
    on Feb 20th, 2008 at 10:53 AM

    Il punto è che ormai non si torna più indietro,l’allargamento c’è stato e la possibilità di una Europa forte (ma in realtà tra i governi europei la voleva qualcuno????) è svanita.Ora al massimo si potrà creare un’area di mercato libero anche nelle zone dell’est ma nulla di più.

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