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John il grande ignorato

Niente cambiamento per stavolta, sorry
Obama a sorpresa, Hillary in lacrime. Hillary torna in corsa, Obama ammette la sconfitta. Obama doppia Hillary. In tutto questo, John Edwards non c’è mai. Per la stampa italiana neppure esiste, per quella americana al massimo è (anzi, era) uno scomodo intruso nell’entusiasmante duello tra il primo candidato afroamericano e la prima candidata donna. In un contesto in cui tutti bramano il cambiamento, Edwards rappresenta la vecchia politica: e tuttavia a me mi piace.

AAA: rampante avvocato cerca poltrona di presidenza
Diciamoci la verità dunque: John non ce la può fare. Era una sfida persa in partenza la sua, di questi tempi. In altri tempi Edwards sarebbe stato amato dagli americani: checchè ne dica Caroline, a me è lui a ricordare il vecchio John Fitzgerald, altro che Obama!

C’è chi passa la vita a cercare una vittoria che non arriverà mai
Eppure nel 2004 era stato così vicino a quello scranno, quando corse come vice di Kerry (nomato John, a sua volta). Poi la sconfitta, e all’annuncio Kerry se ne va; sul palco resta il più giovane dei due Johnny: quello che doveva fare il vice, quello che è giovane, quello che è più determinato.
Una delle poche cose che ricordo di quelle presidenziali è proprio il discorso coraggioso ed intenso che fece allora, quando prese la parola per dire che non si poteva smettere di lottare. Aveva ragione, aveva una grinta straordinaria, aveva una grande capacità oratoria: riportò la speranza in molti elettori (o non elettori, come me) delusi dalla riconferma di un petroliere di dubbia credibilità.
Lui però presto dovette lottare altrove: a sua moglie fu diagnosticato un cancro al seno.

Ecco dunque perchè mi piace, Edwards.
Sa affrontare le difficoltà.
Si batte fino alla fine.
Ha uno stile impeccabile (e lo stile è tutto).
Sa quello che dice.
E’ liberal, al punto giusto.

Ammiro John Edwards, e mi spiace davvero che ieri abbia deciso di ritirarsi. Sarebbe stato un buon candidato. Comunque sia, lo rivedremo presto.

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7 Comments on “John il grande ignorato”

  1. #1 Mitridate
    on Jan 31st, 2008 at 2:40 PM

    “Comunque sia, lo rivedremo presto.”

    Sicuro?Se questa è la seconda campagna presidenziale che perde (e questa volta ha perso di brutto,ammettiamolo) onestamente non so se ricandiderà ancora…e penso siano ancora di meno gli elettori democratici che lo voteranno.

  2. #2 Lawrence d'Arabia
    on Jan 31st, 2008 at 3:50 PM

    La mia considerazione alludeva al fatto che ora Edwards, con il suo 20% di elettori (fossero anche il 10%) è un alleato preziosissimo, tanto per Clinton quanto per Obama. Un suo endorsement determinerà in grandissima parte la vittoria dell’uno o dell’altro dei due.

    Partendo dunque dal presupposto che vinceranno i democrats e, tra i due candidati, colui che John deciderà di appoggiare, sono sicuro che lo vedremo alla vicepresidenza o al dipartimento di giustizia.

    Se una delle mie premesse si rivelasse sbagliata (sulla prima non sono poi così convinto) allora tutto diventa più difficile. Edwards dovrà sapersi riciclare nel sociale, un pò come Al Gore nell’ambiente, dedicandosi ai poveri. Staremo a vedere.

  3. #3 Mitridate
    on Jan 31st, 2008 at 5:53 PM

    Ah beh in quel senso sicuramente si:teoricamente dovrebbe appoggiare Obama,visto che si era alleato con lui in un dibattito televisivo contro la Clinton.
    Occhio però a McCain:secondo i sondaggi,se alla resa dei conti finale arrivassero lui e la Clinton partirebbe favorito

  4. #4 Lawrence d'Arabia
    on Jan 31st, 2008 at 7:01 PM

    Anch’io credo che McCain rappresenta uno sfidante più che valido, sia per hillary che per obama. Anche perchè c’è da dire che fino ad ora McCain sta sbaragliando ogni avversario, facendo confluire su di sé anche le preferenze di governatori (come Schwarzy, repubblicano indeciso, attori (sapete a chi mi riferisco) ed esperti. Il duello tutto democratico tra Clinton e Obama invece, può risultare controproducente per i democratici, che rischiano di arrivare alle elezioni con un leader che non è condiviso da tutti. Parte di coloro che ora voterebbero Hillary, non sono poi certo che preferirebbero Obama a McCain.

    Poi già alle scorse elezioni si arrivava con un’ondata fortissima di anti-bushismo, che però si rivelò ininfluente al momento del voto (più o meno come in Italia con Berlusconi due anni fa: in entrambi i casi la stampa profetizzava risultati bulgari, ed invece…).

    Infine, c’è da dire che in questo momento credo che le issue dei democrats siano più deboli. L’inesperienza di Obama nel settore economico potrebbe costargli cara, così come invece il forte accento nazionalista dei discorsi di McCain, in un contesto così fragile, è un investimento sicuro e speso molto bene dei discorsi intrisi di retorica di Hillary.
    Insomma, sì: Obama è una novità interessante, ma dubito che gli americani avranno il coraggio di andare fino in fondo. Una vittoria dei democratici non è affatto sicura.

  5. #5 Lawrence d'Arabia
    on Jan 31st, 2008 at 7:30 PM

    da http://stelleastrisce.splinder.com/post/15737087
    Non poteva resistere Edwards alle pressioni del super tuesday, Con il South Carolina ha perso il suo stato e la credibilita’ per combattere nei 20 stati martedi’ prossimo senza poi parlare dei fondi neccessari per continuare la sua battaglia politica– cominciata anni fa come paladino dei poveri, in un povero stato del sud. Ho seguito la sua campagna 4 anni fa a fianco di John Kerry il suo messaggio vivace e passionale, mi ricordo le sue parole “help is on the way” adottate come slogan dalla campagna democratica di 4 anni fa. Passavo con la troupe e per la periferia di Boston di ritorno da una giornata di convention e mai parole mi sembrarono piu’ adatte ad una zona derelitta di una citta’ dominata da cultura, snobismo di appartenenza ma anche tanta miseria. Il suo messaggio assistenziale ripetuto spesso con rabbia pero’ non si addice ad una America orgogliosa e lavoratrice che e’ umiliata dagli “hand outs” dalle elargizioni. Orbato del suo messaggio dalla retorica di Obama, ancora una volta Edwards non ce l’ha fatta. Colto ben pettinato ed eloquente con una tragedia familiare alle spalle non e’ riuscito ad imporsi nella lotta titatinica fra le due star del partito, Obama e Clinton impegnate con successo a rubarsi e rubargli la ribalta nazionale. Con Edwards si allenta quella pressione sui temi populistici della campagna alla quale aveva dedicato tempo e argomentazioni. Il suo piano sanitario rimane il piu’ completo dei tre, le sue intenzioni sul social security e sulla tassazione decisamente le piu’ radicali nel partito democratico Edwards esce di scena ma rimane in gioco, alla Convention di questa estate portera’ i suoi delegati raccolti negli appuntamenti con gli elettori delle settimane passate e potrebbe essere decisivo ai fini della nomination di Obama o di Clinton. Aspettiamo ora l’annucio del Ritiro di Giuliani, in viaggio per la California–and there goes another one.

  6. #6 » americans geopolitica » Al bivio
    on Jul 25th, 2008 at 11:19 AM

    [...] anche Edwards non lanci il suo personale endorsement per Obama. Lo sto aspettando da giovedì: come ho già concordato con Mitridate, una mossa del genere potrebbe rivelarsi [...]

  7. #7 Vote! | controcopertina
    on Jul 15th, 2009 at 9:49 PM

    [...] perfino presentato i nostri candidati, dal mio Edwards, agli immancabili Obama, Clinton e Giuliani, senza farci mancare il catch-up man [...]

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