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La parabola discendente di Rudy Giuliani

Quando per Controcopertina scelsi Rudy Giuliani dall’elenco dei candidati alle primarie delle presidenziali americane, sinceramente non pensavo a risultati così deludenti ( 4% nei caucus dell’Iowa, 9 % nel New Hampshire, 5%in Michigan) alla luce del carisma e della popolarità di cui gode lo “sceriffo” newyorkese.

La rapida ascesa dello sceriffo d’America
Rudolph William Louis Giuliani III, nipote di immigrati italiani, nasce a New York il 28 Maggio 1944, laureatosi in legge pressola Law School della New York University, diviene a 27 anni procuratore, nel 1981 entra nel dipartimento di Giustizia dell’amministrazione Reagan, che lo nomina poi Procuratore Federale di New York. Dallo scranno più alto della giustizia newyorkese inizia la sua fulminante carriera ricca di successi : lotta contro narcotraffico, crimine organizzato e corruzione finanziaria. Si butta in politica. Sconfitto nel 1989, viene eletto sindaco della Grande Mela nel 1993 e continua la sua lotta al crimine: la tolleranza zero ribassa fortemente, circa del 50% l’alto tasso di violenza a New York. Giuliani ha anche ottenuto ottimi risultati sul fronte casse cittadine: riduzione delle tasse e creazione di molti nuovi posti di lavoro. Dopo essere stato rieletto nel 1997, nonostante la città fosse una roccaforte democratica, Rudy nel 2001 godette della massima popolarità globale dopo l’attentato del 9/11, gestendo ottimamente l’emergenza e riuscendo così ad essere eletto uomo dell’anno da Time.

Debolezze
La sua candidatura alle primarie del Partito Repubblicano è forse quella che, in assoluto, si pone in maggiore continuità con l’attuale presidenza Bush. Se a ciò sommiamo la sua tolleranza nei confronti di gay e aborto, che gli preclude il supporto della potente corrente repubblicana dei teocon fondamentalisti, si comprende facilmente perché i risultati siano così deludenti.

Se poi il primo punto del suo programma(12 issues) recita: I will keep America on offense in the Terrorists’ War on Us , credo che molti americani oramai stanchi dell’ “inutile strage” obbiettivamente siano giustificati a preferire altri nomi. Il resto del programma è piuttosto vago e omnicomprensivo: taglio delle tasse, riduzione della spesa pubblica, autonomia energetica e via dicendo. Interessante è invece il punto 11 in cui Rudy propone di garantire l’accesso all’educazione d’alto livello per ogni bambino.

Io credo che.
Sarebbe un ottimo candidato, ma è troppo legato a questi anni della War on Terror: sembra che l’America abbia voglia di nuovo di cambiare, di darsi qualche chance: il boom mediatico di Obama della donna Hillary lo hanno dimostrato. Personalmente, come molti esperti commentatori di faccende USA, credo che per Rudy sarà molto dura imporsi. Il supermartedì grasso (5 febbraio) con le elezioni in 22 stati ed in Florida, dove l’ex sindaco vuole sfondare, ci dirà se ci sarà ancora spazio per lo “sceriffo” Giuliani.

Per saperne di più:

http://www.spindoc.it/2008/01/21/i-risultati-del-nevada-testa-a-testa-clinton-obama-romney-festeggia/

http://wwwstepbystep.blogspot.com/2008/01/primarie-usa-2008-nel-south-carolina.html

http://ron08.blogspot.com/2008/01/spettacolare-argento-nel-silver-state.html

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5 Comments on “La parabola discendente di Rudy Giuliani”

  1. #1 julius caesar
    on Jan 30th, 2008 at 4:10 PM

    Peccato che non riscuote molto successo… mi pare che voglia addirittura ritirarsi

  2. #2 Simone De Bellis
    on Jan 30th, 2008 at 8:09 PM

    Grazie per la citazione e grazie anche da spindoc :-)

  3. #3 Lawrence d'Arabia
    on Jan 30th, 2008 at 8:14 PM

    Non che sia un vero peccato, alla luce di tutto.

  4. #4 Nerone
    on Jan 30th, 2008 at 10:54 PM

    dissento fortemente sulla positività della sua gestione del 9/11.

  5. #5 Pericle
    on Feb 6th, 2008 at 1:47 PM

    ritirato

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