Perchè Tony Blair dovrebbe essere l’uomo dell’anno?
Forse perché il 2007 segna la fine della sua decennale guida del governo britannico.
La sua figura è stata assolutamente cruciale nella storia recente del nostro continente. Che piacciano o non piacciano, le scelte politiche di Tony Blair hanno lasciato un segno pesante, forse indelebile, sull’Europa, sulla sinistra europea, sul modo di intendere le relazioni internazionali, sul concetto stesso di democrazia come responsabilità.
Qualcosa su di lui
Dici “Blair”, pensi “Iraq”. Dici Blair, non pensi “sinistra”. Un bilancio sommario dell’attività di governo di Blair porta ad alcune conclusioni ineludibili: la sua idea originaria di una nuova sinistra, di un nuovo socialismo, di una nuova cultura progressista libera dei clichés in cui ci si era impantanati, nel corso degli anni si è progressivamente snaturata. Blair non ha creato una nuova sinistra, ha creato un fenomeno importante e inquietante di rincorsa dei conservatori sui più svariati terreni. Questa non è una nuova sinistra semplicemente perché non è una sinistra. Il New Labour blairiano è stato scavalcato a sinistra dai Liberal Democrats, certamente un partito non di estremisti. Lo stesso Partito conservatore ha fatto suoi temi tradizionalmente laburisti, dandosi l’immagine di un partito rinnovato e giovane. Quella del New Labour è stata una corsa gratuita a destra, che mi ricorda fortemente il trend preso dai DS. Il che è assai diverso da un’auspicabile autocritica di certi modi anacronistici di pensare l’essere socialisti.
Parlare dell’Iraq nel dettaglio è un’impresa che non mi sento di affrontare adesso. Dirò che, a parte l’evidente errore di partecipare ad una guerra sbagliata e basata su menzogne (poteva Blair non saperlo?), la scelta di Blair di portare la Gran Bretagna su posizioni affini a quelle dell’America di Bush ha seriamente indebolito il processo di unificazione europea: Blair ed i laburisti erano partiti con l’intenzione di portare la Gran Bretagna solidamente all’interno della UE e mai come oggi essa è distante da un’integrazione.
E’ stato una grande speranza ed una grande delusione. Certo, l’economia britannica va a gonfie vele e questo è senza dubbio un merito. Non sono certo uno di quelli che lo accosta a Bush in maniera irrevocabile ed ideologica. Le differenze tra ciò che ha fatto lui e ciò che sta facendo Bush sono abissali. Ma la guerra in Iraq rimane una macchia terribile che rovina l’immagine storica di uno dei personaggi politicamente più intelligenti, anche se non sempre condivisibile, dei nostri tempi.




on Jan 19th, 2008 at 12:58 AM
discorso sull’Iraq giustissimo, sull’EU bisogna tenere conto delle ataviche resistenze del popolo inglese ad immischiarsi con gli europei.
quanto ai risultati, Blair mi pare distantino dai DS, squallida imitazione del New Labour: innanzitutto per le varie leggi a tutela dei diritti civili.inoltre oltre al boom economico della cool britannia(culminato con l’assegnazione dei giochi olimpici 2012).Ha aumentato la spesa per sanità ed istruzione,introducendo tutele per gli studenti.
Inoltre ha portato a termine il processo di pacificazione in Ulster.
personalmente non mi pare così deludente
on Jan 19th, 2008 at 1:30 AM
certamente i risultati della politica interna sono eccellenti e se non fosse stato per la guerra in iraq penso che sarebbe potuto passare davvero un messaggio innovativo e molto valido. ma l’iraq è centrale, non esiste solo la politica interna, e l’iraq è l’evento storico dei nostri giorni, e non si può pensare ad esso come una macchiolina su un curriculum.
blair si merita una bocciatura per l’iraq? beh sicuramente non avrebbe il mio voto per una riconferma.
poi comunque io voterei i liberal-democrats a priori.
on Jan 19th, 2008 at 11:00 AM
Prima dici che “Blair non ha creato una nuova sinistra, ha creato un fenomeno importante e inquietante di rincorsa dei conservatori sui più svariati terreni”, poi però aggiungi che “i risultati della politica interna sono eccellenti e se non fosse stato per la guerra in iraq penso che sarebbe potuto passare davvero un messaggio innovativo e molto valido”.
Chiarisci: secondo te Blair ha comportato un fenomeno inquietante ma molto innovativo e valido la convergenza verso destra?
In altre parole, tu credi che Blair sia stato un politico con idee di sinistra, che però ha fatto politiche di destra le quali, eccezion fatta per la guerra in Iraq, sono state assolutamente valide?
on Jan 19th, 2008 at 12:19 PM
mi fai le pulci?
risponderò solo in presenza del mio avvocato.
on Jan 19th, 2008 at 1:19 PM
scherzi a parte, esprimo meglio il mio pensiero, che è quello dell’articolo. a parte l’iraq, la decisa sterzata a destra del labour non è giustificata dalla ricerca del rinnovamento auspicabile. basta pensare alle leggi sull’immigrazione, sulla limitazione delle libertà dei cittadini sulla scia del patriot act bushiano a causa del pericolo terrorismo (fomentato dalla guerra in iraq), e il mantenimento delle principali riforme thatcheriane rispetto ai sindacati.
in positivo si può dire sicuramente che il salario minimo, l’assistenza sanitaria e l’istruzione garantita, e insomma un diffuso benessere, ci possono far dire che tutto tutto di quella ricetta non è sbagliato, e se depurata da parecchi elementi molto liberisti e poco liberali, rimane una ricetta molto valida.
on Mar 1st, 2008 at 3:17 PM
Daccordissimo con la stringata analisi di Nerone. la ricetta è valida, gli ingredienti sono genuini, il cuoco ha sbagliato qualcosa, ma nel complesso il piatto è gradevole.
on Jul 25th, 2008 at 11:19 AM
[...] a questo proposito il bilancio che già aveva tracciato poche settimane or sono Nerone, proprio su Tony Blair: Dirò che, a parte l’evidente errore di [...]
on Jul 15th, 2009 at 9:21 PM
[...] Tony Blair [...]