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Crisi in Libano, manca una guida forte

Il Paese mediorientale vive in queste ore un pericoloso vuoto di potere: il Parlamento non è riuscito a eleggere un successore del presidente uscente Emile Lahoud (nella foto qui sotto) e ha rinviato la decisione al 30 novembre.

Dopo aver presieduto il Libano per nove anni in nome degli interessi siriani, Lahoud ora approfitta del vuoto politico e della tensione. Anche lui sa che il comandante delle forze armate, il generale Michel Suleiman è ancora un candidato possibile alla presidenza, se i politici non sapranno trovare finalmente un nome che lo sostituisca.

Quello che sta succedendo è descritto dal Messaggero. Riporto, molto brevemente, i passaggi più rilevante per dare un quadro della situazione.
Qualche ora prima di lasciare l’incarico, il flio-siriano Lahoud ha decretato lo stato di emergenza, affidando la sicurezza del paese all’esercito. La decisione è stata prontamente respinta come incostituzionale dal governo del premier Fuad Siniora, in una mossa che riflette i timori per stabilità politica e la sicurezza in un Paese che ha subito una sanguinosa guerra civile tra il 1975 e il 1990. Lahoud, di contro, ha dichiarato che il governo di Siniora «è illegale e incostituzionale, checchè ne dicano l’America e la Francia».

La paura, nel paese, si tasta con mano. L’estense riporta che poco dopo l’annuncio del rinvio del voto, le strade di Beirut si sono vuotate. In città erano già stati dispiegati questa mattina carri armati e centinaia di soldati ai maggiori incroci. Si teme una guerra civile.

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1 Comment on “Crisi in Libano, manca una guida forte”

  1. #1 Francis Drake
    on Nov 26th, 2007 at 7:07 PM

    le strade di Beirut si sono vuotate. In città erano già stati dispiegati questa mattina carri armati e centinaia di soldati ai maggiori incroci. Si teme una guerra civile.

    che è in realtà in atto da 20 anni

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